Più il mondo di internet cresce e si espande e più è difficile per le imprese attirare il giusto traffico organicamente. Il livello di ottimizzazione dei motori di ricerca continuai evolversi e la concorrenza proveniente da ogni direzione sta assottigliando il vantaggio competitivo anche dei sito web più affermati.

Parlando con piccole imprese, imprenditori e professionisti capita spesso di imbattersi in errori comuni e false credenze che ancora permeano questo mondo. Nel 2024, se si vuole essere al passo con i tempi e non rimanere indietro nella gara ai primi posti nei motori di ricerca, è fondamentale sfatare alcuni falsi miti che esistono da sempre.

Smentiamo, demistifichiamo e destrutturiamo sei comuni errori e fraintendimenti sull’ottimizzazione per i motori di ricerca.

1. Errore: pensare a posizionare il tuo sito più in alto

Spesso, quando si discute di SEO, si parla di come “posizionare il proprio sito” più in alto nei motori di ricerca. Ti sembrerà strano, ma questa idea è sbagliata e potrebbe causarti problemi ed un approccio sbagliato.

Ricorda: Google non posiziona un sito web. I siti web non si posizionano nei motori di ricerca. Le pagine web si posizionano nella ricerca per una o più determinate parole chiave.

Da cosa nasce questo fraintendimento? Uno dei principali fattori di ranking utilizzati da Google, quando posiziona le singole pagine, è l’autorevolezza del sito web. Di conseguenza, la maggior parte degli strumenti SEO valuta e considera l’autorevolezza di un sito quando stabilisce il posizionamento di una pagina per una determinata parola o frase chiave.

Ogni piattaforma SEO affronta in maniera leggermente diversa il posizionamento e la definizione dell’autorità. Moz chiama questa metrica “autorità di dominio”, Ahrefs e Serpstat la chiamano “valutazione del dominio” e Semrush la chiama “punteggio di autorità. La maggior parte, comunque, considera l’autorevolezza alla stessa maniera: qualità e la quantità di link al dominio del tuo sito web, dove la qualità conta più della quantità.

Immagino che ora ti sorga spontanea una domanda: se i siti web non si posizionano, perché le valutazioni dell’autorità di dominio sono importanti?

L’autorevolezza del dominio è come una raccomandazione per Google, un lasciapassare che garantisce l’affidabilità del sito dietro alle pagine che si stanno posizionando. L’autorità del sito web è importante nel posizionamento SEO poiché influenza la capacità di ottenere backlink da siti autorevoli, la credibilità complessiva del sito agli occhi dei motori di ricerca e la capacità di trasferire autorità attraverso link interni, tutti fattori che contribuiscono al successo delle pagine nel ranking.

Puoi confrontare l’autorità del dominio del tuo sito web con quella delle pagine attualmente posizionate per una parola chiave specifica. Se l’autorità del tuo dominio è uguale o  nella stessa fascia, la tua pagina ha buone possibilità di posizionarsi, a condizione che includa contenuti altrettanto completi e utili. Se l’autorità della pagina e del dominio è molto al di sotto delle pagine che si posizionano per quella data keyword, probabilmente la tua pagina non si posizionerà, non importa quanto siano buoni i contenuti.

2. Errore: rinunciare a parole e frasi chiave competitive

Quando si tratta di ottimizzazione per i motori di ricerca, una delle pratiche più comuni e note è quella di evitare le parole chiave e le frasi chiave più competitive. Il ragionamento dietro è semplice: le parole chiave competitive attraggono più competitors e diventa complicato posizionarsi bene, soprattutto se nel mercato sono presenti aziende molto grandi.

È davvero il ragionamento corretto? Analizziamolo.

Certo, le parole chiave e le frasi chiave competitive attraggono molto traffico e, di conseguenza, molte imprese vogliono accaparrarsi le posizioni migliori nei motori di ricerca. Posizionarsi ai primi posti per queste parole chiave risulta difficile e impegnativo, questo è indubbio. Tuttavia dobbiamo sempre ricordarci che l’ottimizzazione per i motori di ricerca è un’attività di lungo periodo.

Se le tue pagine hanno un basso punteggio di autorità, è possibile che i tuoi contenuti all’inizio non possano posizionarsi al meglio, rispetto a competitor con punteggi di autorità di molto più elevati. Tuttavia, se la tua strategia SEO prevede anche l’aumento dell’autorità del dominio attraverso backlink e PR, in un futuro prossimo ti troverai a competere con un livello di autorevolezza simile ai tuoi rivali.

Questo significa che tutti i tuoi contenuti realizzati precedentemente ora avranno la possibilità di posizionarsi al meglio. Se invece tu avessi optato per parole chiave a concorrenza minore, ora ti troveresti un dominio autorevole, ma solo pagine posizionate per keywords secondarie.

Se invece la tua strategia SEO non prevede l’aumento dell’autorevolezza del dominio, o semplicemente non sapresti come farlo, c’è comunque un modo per sfruttare le keywords competitive a tuo favore: le variazioni marginali delle keywords principali.

Facciamo un esempio concreto. Un negozio online che vende scarpe da corsa si trova a competere per la keyword “scarpe da corsa”, una parola chiave con altissima difficoltà nel posizionamento SEO. Il negozio è stato aperto di recente, di conseguenza il suo dominio ha un’autorevolezza bassa rispetto alla concorrenza.

Comprendendo la difficoltà del posizionamento, l’azienda decide di concentrarsi su una variazione più specifica della keyword principale, puntando su “scarpe da corsa per trail”. Pur avendo un volume di ricerca inferiore, questa variazione attira un pubblico più mirato, interessato a un tipo specifico di scarpe da corsa e, probabilmente, pronto all’acquisto, aumentando le probabilità di vendita.

Concentrandosi su una variazione specifica della keyword principale, il negozio subirà un aumento del traffico qualificato al sito web, a differenza di quanto sarebbe successo puntando solo alla keyword “scarpe da corsa”. Nonostante il volume di ricerca sia inferiore, il tasso di conversione dei visitatori è più alto poiché sono già interessati a un tipo specifico di scarpe da corsa. Di conseguenza, l’azienda registra un aumento delle vendite e una migliore performance complessiva nelle attività di marketing online.

Questo ci mostra come un’azienda possa ottenere risultati positivi concentrandosi su variazioni marginali delle keyword principali, anziché competere direttamente per parole chiave altamente competitive. Identificare e mirare a queste variazioni consente di catturare un pubblico più qualificato e incline all’acquisto, portando a una maggiore efficacia nelle attività di marketing online e un miglior ritorno sull’investimento.

3. Errore: non considerare l’intento di ricerca quando si ottimizzano le pagine

Ogni parola chiave ha dietro un intento di ricerca ben preciso. Questo significa che la persona che ha digitato quelle parole sta cercando qualcosa, e comprendere l’intento è la chiave per presentare contenuti rilevanti all’utenza e in grado di rispecchiare i loro bisogni attuali.

Se il contenuto non è in linea con l’intento di ricerca dell’utente, abbandoneranno rapidamente la pagina. Questo farà capire a Google che la pagina non ha fornito ciò che l’utente cercava, inficiando il tuo posizionamento. Se invece il contenuto è in linea con ciò che cercano gli utenti, resteranno più a lungo per ottenere le informazioni di cui hanno bisogno, indicando a Google che la pagina ha fornito ciò che cercavano.

In altre parole, il contenuto che soddisfa l’intento di ricerca porta a un maggiore coinvolgimento con la pagina e un tempo di permanenza più lungo. Può anche portare a tassi di conversione più alti.

Considera i tre tipi di intenti di ricerca:

Informativo: l’utente vuole sapere di più su un argomento, sta cercando informazioni e risposte ai suoi dubbi.

Commerciale/transazionale: l’utente è consapevole del bisogno che cerca di soddisfare, ha in mente un prodotto o un servizio specifico e sta considerando le proprie opzioni.

Navigazionale/Valutativo: l’utente vuole trovare una specifica azienda e visitare il suo sito web.

Una pagina ottimizzata per l’intento informativo dovrebbe fornire informazioni dettagliate e pertinenti sulla parola chiave: pensa a un blog, un articolo o un video esplicativo. Una pagina ottimizzata per l’intento transazionale dovrebbe concentrarsi sulla conversione del visitatore in cliente, incentrandosi sulla vendita e sulle offerte.

Nella fase informativa, gli utenti sono consapevoli solo del problema. Nella fase transazionale, conoscono il problema e cercano soluzioni. Nella fase di valutazione, conoscono il problema e le possibili soluzioni e cercano la migliore.

Quando ottimizzi le tue pagine, tieni sempre a mente l’intento dietro alle keywords, cercando di presentare agli utenti esattamente quello che cercano.

4. Mito: pensare che l’IA possa scrivere contenuti SEO che si posizionano bene

L’intelligenza artificiale ha scosso il mondo del marketing digitale dalle fondamenta. Tuttavia, se pensi che basti premere un pulsante, creare dei testi e delle immagini artificiali per posizionarti al primo posto su Google, ti sbagli.

Come la tecnologia, anche Google si aggiorna, penalizzando i contenuti di bassa qualità creati dall’intelligenza artificiale.

Quindi, se hai in mente di creare una montagna di contenuti con l’intelligenza artificiale e pubblicarli sul tuo sito web senza controllarne la qualità, potresti travolgere Google nel breve termine con un’ondata di nuove pagine da indicizzare, e probabilmente vedresti anche un aumento di traffico. Non sorprenderti se poi nel giro di un mese quel traffico non solo scompare, ma il tuo intero sito web viene penalizzato.

Considera i punti cardine di Google per la realizzazione dei contenuti: esperienza, competenza, autorevolezza e affidabilità. Un testo scritto da un’intelligenza artificiale, rispetta questi parametri? C’è l’esperienza necessaria in quel contenuto? Se tutti possono ottenere lo stesso risultato chiedendo le stesse cose all’IA, è professionale? Quanto è affidabile inoltre un contenuto realizzato da un’intelligenza artificiale? Ma soprattutto, qual è il reale valore aggiunto di quel contenuto?

Tutti i tuoi competitor hanno accesso agli stessi strumenti. Potrebbero creare lo stesso tipo di contenuto generato automaticamente sugli stessi argomenti. Dove è il tuo vantaggio? E dov’è il vantaggio per l’utenza se potenzialmente potrebbe trovarsi di fronte a infinite pagine tutte uguali?

Utilizza l’intelligenza artificiale per quello che è: uno strumento che può alleggerire il tuo lavoro, non che può svolgere il lavoro al posto tuo. Chiedi all’intelligenza artificiale di scrivere paragrafi specifici e utilizza richieste dettagliate, e ricontrolla sempre tutto, aggiungendo un tocco umano e personale all’elaborato.

5. Errore: non utilizzare affatto l’IA

Se fare troppo affidamento sull’intelligenza artificiale è un errore, lo è anche non usarla affatto. L’intelligenza artificiale è uno strumento potentissimo in grado di velocizzare e migliorare il tuo lavoro.

Ecco tre suggerimenti per utilizzare l’IA per creare contenuti ottimizzati per i motori di ricerca:

  1. L’IA non è una soluzione universale. L’IA ha limiti nel risolvere i problemi e le sfide aziendali. Tuttavia, è importante riconoscere che l’IA può essere estremamente utile in molti contesti, fornendo analisi approfondite, automatizzando compiti ripetitivi e migliorando l’efficienza operativa. Quando utilizzata in modo appropriato e integrata con l’intervento umano, l’IA può portare a innovazioni significative e risultati tangibili;
  2. Utilizza l’IA per migliorare i flussi di lavoro e ottenere di più dal team. Utilizzare l’IA per migliorare i flussi di lavoro significa sfruttare la potenza dell’intelligenza artificiale per ottimizzare le operazioni quotidiane, aumentare l’efficienza e massimizzare il potenziale del team. L’IA può essere impiegata per automatizzare compiti ripetitivi e noiosi, fornire analisi approfondite e informazioni utili, e assistere nel processo decisionale. In questo modo, i membri del team possono concentrarsi su compiti ad alto valore aggiunto, sfruttando al meglio le proprie competenze e risorse. L’implementazione efficace dell’IA nei flussi di lavoro può portare a una maggiore produttività, riduzione dei costi e miglioramenti significativi nelle prestazioni complessive dell’organizzazione;
  3. Limita l’IA alla co-creazione di contenuti informativi, poiché i contenuti più approfonditi e transazionale richiedono maggiore conoscenza del pubblico e del mercato di riferimento. Mentre l’IA può essere preziosa per generare contenuti di base e di consapevolezza, come articoli introduttivi o descrizioni di prodotti, la sua capacità di comprendere e soddisfare le esigenze più specifiche e complesse del pubblico è limitata, e, soprattutto, non conosce il tuo pubblico. Per creare contenuti che coinvolgano davvero e spingano all’azione, è fondamentale integrare l’intervento umano, che porta esperienza, intuizione e comprensione approfondita del contesto. In questo modo, è possibile garantire che i contenuti siano pertinenti, accurati e in grado di generare valore per il pubblico target, contribuendo così al successo complessivo della strategia di marketing e comunicazione.

Ricorda: l’IA generativa non creerà mai nulla di nuovo, rigurgiterà solo ciò che è già presente nei suoi archivi, il che ci porta a creare contenuti che non saranno mai del tutto nuovi. Quindi, anche se si usa l’IA per generare alcuni contenuti, potrebbe richiedere meno tempo nella composizione, ma più tempo nell’editing e nel fact-checking.

6. Errore: pensare all’ottimizzazione come un’azione singola

Gli algoritmi cambiano. Le caratteristiche dei risultati di ricerca cambiano. Gli strumenti cambiano. Il tuo business cambia. Le esigenze del tuo pubblico cambiano. I tuoi concorrenti, e i loro contenuti, cambiano.

Ciò significa che dovrai prestare attenzione al posizionamento dei tuoi contenuti, al posizionamento dei tuoi concorrenti e agli sviluppi nel mondo della ricerca.

L’ottimizzazione per i motori di ricerca non è un’azione isolata, da eseguire una volta sola. È un processo continuo e dinamico che richiede monitoraggio costante, adattamento e ottimizzazione in base agli sviluppi del settore e alle mutevoli esigenze del pubblico.

Per mantenere una posizione competitiva nei risultati di ricerca e garantire il successo a lungo termine della tua strategia SEO, è fondamentale integrare l’ottimizzazione dei motori di ricerca in tutte le fasi del ciclo di vita dei contenuti. Questo include la fase di pianificazione e ricerca delle parole chiave, la creazione e l’ottimizzazione dei contenuti, la distribuzione e la promozione, nonché il monitoraggio e l’analisi dei risultati.

Inoltre, è essenziale adottare un approccio olistico all’ottimizzazione dei motori di ricerca, considerando non solo i classici fattori tecnici e on-page, ma anche gli aspetti legati all’esperienza dell’utente, alla qualità e alla rilevanza dei contenuti, e all’autorità e alla reputazione del sito web. Integrare queste pratiche migliori nell’intera strategia di marketing digitale aiuterà a massimizzare l’impatto e a garantire risultati sostenibili nel tempo.

Conclusione

Spero che questo articolo ti sia stato utile. Se hai ancora bisogno di aiuto con il tuo [argomento] e stai cercando dei professionisti veloci, disponibili e vantaggiosi, puoi contattarci qui! [ipoteticamente si potrebbe mettere come anchor word “web Agency Friuli Venezia Giulia” o qualcosa di simile]

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